DENTRO L'ARCOBALENO COME UN CALEIDOSCOPIO
- alina rizzi

- 16 giu 2021
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 1 set 2022
"Lasciami immergere l'anima nei colori
lasciami ingoiare il tramonto e bere l'arcobaleno"
Khalil Gibran
GIALLO
L’amore costruito fianco a fianco
un giorno dopo l’altro sfogliando petali
m’ama non m’ama
una margherita gialla
che sia estate o inverno
nella calura e le nebbie –
un fiore che non teme
si erge diritto mai confuso
tra altre chiome variopinte
e grovigli d’erbe.
Perenne la sua corolla
punteggia il cammino
solleva il capo infreddolita
rinasce ogni mattino.






ARANCIO
Arancio come un frutto
maturo grondante succo
era l’attesa e l’arrivo
da leccarsi sulle labbra – il nettare
che indispettiva gli dei
per quella gioia bambinesca
di esserci – di esserci ancora
di esplodere come un sole
un boato a mezzogiorno – restando
ancora interi e sospesi
vibranti all’orizzonte
in luce piena.
ROSSO
Rossa la rabbia
i nervi tende feroce
sostiene il puntiglio
l’orgoglio ferito
un desiderio caparbio
di nuovo deluso –
è un gioco a disfarsi
affinato nel tempo –
né vincitori né vinti
spreco senza ritorno
come fosse legittimo
ciò che sfiancante
ora giace in macerie.
VERDE
Sarebbe stato tutto verde
come un mattino dopo la pioggia
l’odore della terra
il cielo sciacquato e lindo
il canto del fiume gonfio –
oppure la spiaggia scura
le impronte profonde affiancate
le onde spezzate dal vento
nel riverbero a levante –
sarebbe stato comunque autunno
con la luce che si smorzava
e una speranza ormai incrinata.
BLU
Scendere nel blu profondo
compatto e silenzioso
come un sommozzatore
cercando nuove forme
abitanti nel sogno
impreviste figure.
Alle spalle
la superficie s’increspa
raggi di luce spezzati
l’azzurro a cui tornare – non ora
che s’apre un varco concavo
nel respiro del mare.
INDACO
L’occhio del tempo
sorveglia da ponente
i passi incerti percorrendo
tutto il canto primordiale
dalla terra alla terra
per l’ennesima volta.
Lo sguardo indica
la valle e i rilievi
i paesaggi scoscesi poi riporta
equilibrio all’orizzonte
sfuma verso sera
nel viola si diffonde.
VIOLA
Parole viaggianti
nel tempo e nello spazio
surfano ombre e mattine di luce
s’affastellano e crescono
una torre d’avorio.
Parole migranti
neppure un foglio raccoglie
senza labbra a pronunciarle
senza diritto di cittadinanza
abitano il silenzio
la pelle ormai livida.
AR 2021
Questo libro d'artista é stato donato all'artista Antonella Prota-Giurleo della Fondazione "Casa dei quadri" di Sormano (CO) per la su collezione privata.





Commenti